il primo marzo 2014 scadono i termini per la presentazione delle osservazioni al PRG .Il  “Comitato Civico per le osservazioni al PRG” propone di seguito le proprie osservazioni.

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IL COMITATO CHIEDIE

di riformulare e rivedere il Piano Regolatore Generale (di seguito P.R.G.) in relazione ai seguenti punti:

 

1) Fasi di attuazione  del Piano (par.7.02 “Relazione Tecnica” e paragrafo 12 delle “norme tecniche di attuazione” redatte dall’Arch. Cirino F. Ferrauto)

2) Campo da golf  (art.65 “norme tecniche di attuazione”)

3) Anfiteatro Naturale

4) Dimensionamento del Piano (par.7 “Relazione Tecnica” redatta dall’Arch. Cirino F. Ferrauto);

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 1) Fasi di attuazione del Piano

Al paragrafo 7.02 della Relazione Tecnica, si legge che “L’attuazione del piano avverrà in due fasi. Dalla prima fase sono esclusi i comparti 9, 15 e 16”.

All’art.12 delle “Norme Tecniche di Attuazione”, si prevede che i comparti 9, 15 e 16, sono relegati nella seconda fase di attuazione.

Riteniamo che questa suddivisione del PRG in due fasi di attuazione sia contra legem. Il PRG deve classificare le aree a seconda della loro destinazione ma non può stabilire che di due aree, entrambe classificate in zona edificatoria, una sia edificabile da subito mentre l’altra deve attendere che sia stata interamente sfruttata la cubatura della prima. Con questa suddivisione del PRG in fasi di attuazione, sono state create delle inaccettabili disuguaglianze. Oltretutto, sono state generate disparità di trattamento fiscale di non poco conto. Pensiamo a tutti quei cittadini, proprietari di terreni ricadenti nella seconda fase di attuazione, che saranno costretti a pagare da subito imposte e tasse sulle aree di loro proprietà come se fossero edificatorie, mentre, in concreto, non lo sono poiché devono aspettare che siano prima esauriti gli altri comparti!

Volendo andare oltre, dalla lettura della Relazione Tecnica e delle Norme Tecniche di Attuazione non è dato sapere per quali ragioni i comparti 9, 15 e 16 siano stati esclusi dalla prima fase di attuazione. Invero, non viene indicato alcun motivo – urbanistico, giuridico, tecnico, etc. – che giustifichi tale scelta.  Anzi, a gettare un’ombra su di essa è il fatto che anche l’osservatore più sprovveduto non può fare a meno di notare che alcuni dei citati comparti sono di gran lunga migliori dal punto di vista geo-morfologico e della ubicazione di altri che, invece, sono stati inseriti nella prima fase di attuazione. Un esempio valga su tutti. Il comparto 9 è più vicino all’attuale centro abitato di Petacciato, è più pianeggiante nonché geologicamente più idoneo alla edificazione del comparto 10, eppure, inspiegabilmente, il comparto 9 è stato inserito nella seconda fase di attuazione mentre il comparto 10 nella prima! Ora, se proprio si deve fare una scelta, logica vorrebbe che un terreno pianeggiante, geologicamente stabile e viciniore sia preferito ad uno scosceso, geologicamente meno sicuro e posto in estrema periferia!

Si evidenzia, infine, la assoluta mancanza di precisi termini temporali che limitino la prima fase di attuazione o quanto meno segnino in modo certo l’inizio della seconda fase. Da ciò potrebbe conseguire che, se l’attuazione della prima fase si protraesse a tempo indeterminato, la seconda fase del Piano resterebbe sospesa all’infinito! Le norme di attuazione, al paragrafo 12, prevedono sì che il Comune, al verificarsi di determinati presupposti, possa modificare le previsioni di Attuazione del Piano. Si tratta, tuttavia, di presupposti molto generici e difficili da provare (probatio diabolica!). Invero le norme di attuazione richiedono che la indisponibilità ad attuare la prima fase “deve, comunque, essere adeguatamente suffragata da una indagine puntuale ed esaustiva operata da parte del Comune presso i soggetti interessati e deve, inoltre, essere sostenuta da una chiara, manifesta e documentata disponibilità da parte dei soggetti che intendono subentrare”. Di cosa si tratta esattamente non è dato capire. La cosa certa è che interi comparti, pur essendo dichiarati apparentemente edificabili, in concreto potrebbero non diventarlo mai!

Alla luce delle precedenti osservazioni, si chiede che:

  • sia eliminata la distinzione fra le fasi di attuazione del PRG;
  • a parità di edificabilità, sia ripristinata uguaglianza di trattamento tra le aree del PRG.

2) Campo da golf

All’art.65 delle norme tecniche di attuazione è disciplinata la sottozona “F12 – Giuoco del golf e parco verde sportivo privati”.

In primo luogo non si comprendono bene la logica ed il fondamento giuridico che hanno fatto sì che venissero recepite nella variante al PRG, che per sua natura è strumento generale di programmazione, le istanze di privati o meglio di un privato, visto che la gran parte del territorio destinata a campo da golf è di un unico proprietario, ma ancor meno si comprende come mai nello stesso articolo si stabilisce che “I tempi validi per l’attuazione degli interventi di cui al precedente punto a) del presente articolo (Campo di giuoco del golf) deve avvenire entro due anni a far data dall’approvazione definitiva ed entrata in vigore della variante. Oltre tale data diventano attuabili solo le previsioni di cui al presente articolo (parchi sportivi e verde attrezzato)..omissis… in tal caso su tale area viene trasferita l’intera possibilità edificatoria della sottozona, per un ammontare complessivo di mc.104.503.”

Si chiede qual sia il motivo di una previsione temporale così breve – due anni –  entro cui deve avvenire la realizzazione del campo da golf e si chiede come mai, nel caso in cui ciò non si realizzi, anziché ripristinare la natura agricola del terreno si concede che l’intera potenzialità edificatoria dell’area venga concentrata su una porzione dell’area stessa, con un conseguente appesantimento degli indici di fabbricabilità fondiaria e di copertura, il che comporterebbe la realizzazione di una nuova frazione dell’abitato, lontana dal centro urbano, difficilmente gestibile sia per quanto riguarda le urbanizzazioni che i servizi.

Inoltre, il Comune di Petacciato, in risposta alla nota dell’ASSESSORATO AMBIENTE Direzione Regionale VI, ribadiva le ragioni che hanno fatto sì che il campo da golf venisse reinserito nella variante al PRG, nonostante il parere negativo già espresso dalla Regione in sede di VAS. Le ragioni di cui tratta il Comune in detta risposta sono principalmente di natura ambientale, legate – come scrive il Comune – alla riduzione di consumi idrici, alla riduzione dell’uso di concimi e fitofarmaci, alla naturalizzazione dei terreni con piante autoctone,  ecc. ecc…. per nulla motivando riguardo al fatto che le NTA prevedono che trascorsi due anni dall’approvazione della variante, in mancanza della realizzazione del campo da golf, la potenzialità edificatoria dell’area – pari a ben 104.503 mc. – si concentrerà su una porzione di tale zona !!

Queste previsioni sembrano essere fortemente in contrasto con le motivazioni “ambientaliste” che il Comune adduce per giustificare l’accoglimento delle osservazioni fatte dal proprietario e il conseguente reinserimento del campo da golf nelle previsioni della variante, nonostante – lo ribadiamo – la Regione ne avesse auspicato lo stralcio.

Insomma, da un lato il Comune, nonostante la valutazione negativa che la VAS fa riguardo all’impatto ambientale del campo da golf, reinserisce il campo stesso nella variante con la giustificazione che il campo da golf ha conseguenze ambientali meno negative di campi coltivati a grano o a vigneto, dall’altro concede che se il campo da golf non si realizzerà in soli DUE ANNI , anziché continuare a coltivare grano e vigneti su tali zone, si possa comunque edificare tutta la volumetria che era  consentita per le attrezzature di corredo al campo da golf stesso!!!

Sembra quasi che dietro la bella facciata del Campo da golf si voglia solo celare l’ombra di una speculazione edilizia.

Oltre alle perplessità sopra manifestate, riteniamo illegittimo che si lasci alla mera discrezionalità del privato la decisione se realizzare il campo da golf o se far trascorrere i due anni in completa inattività per, poi, realizzare tutt’altro rispetto alla previsione contenuta nella variante.

Si chiede pertanto:

  • lo stralcio del campo da golf dalla variante generale o, in subordine, che all’art.65 delle NTA si preveda che la mancata realizzazione del campo da golf nei termini prescritti faccia decadere tutte le previsioni edificatorie dell’intera sottozona, che pertanto riacquisterà la sua natura di suolo agricolo.

3) Anfiteatro naturale

Trattasi di una vecchia cava dismessa, ormai esaurita da alcuni anni, per la quale nelle tavole è previsto che abbia una destinazione “F/7”!

Si osserva che la denominazione “anfiteatro naturale” nulla ha a che vedere con quella che è la vera natura del luogo così definito nelle tavole. Invero, come detto, trattasi solo di una cava dismessa.

Perchè consentire che una vecchia cava dismessa venga fatta passare per anfiteatro naturale? Perchè il Comune dovrebbe pagare fior di quattrini ai proprietari della ex cava per espropriare un’area che dovrebbe invece essere stata ripristinata nel suo status quo ante al momento della fine della sua utilizzazione?

Questa operazione di “riuso” della cava non riteniamo sia ammissibile poiché la nuova destinazione dell’area nella variante al PRG interviene dopo anni dall’esaurimento delle attività estrattive, quando ormai la cava avrebbe dovuto essere già ripristinata a cura e spese dei proprietari. .

Si chiede, pertanto, che:

  •  il cosiddetto “anfiteatro naturale” venga sostituito da zona di continuità ecologica e che venga ricostituito il paesaggio originario, così come previsto dalla legislazione regionale vigente in materia.

4) Dimensionamento del Piano

Quanto al Dimensionamento del Piano, nella Relazione Tecnica si illustrano le ragioni che dovrebbero giustificare un numero complessivo di abitanti insediabile pari a 9.100 persone, vale a dire più del doppio del numero attuale degli insediati, che è di 3.737.

Un aspetto tanto importante, quale è quello del dimensionamento del Piano, dovrebbe avere alla sua base delle solide e provate ragioni di tipo demografico, socio-economico ed urbanistico. Invece, leggendo la Relazione emergono motivazioni molto approssimative se non addirittura risibili!

La prima cosa paradossale è data dal fatto che proprio la Relazione Tecnica evidenzia un incremento medio annuo della popolazione di Petacciato molto, molto esiguo. L’aumento degli ultimi 6 anni, infatti, è stato solo dell’1,2135%.  Con questo tasso di crescita, per l’anno 2.017, si prevede una popolazione residente pari a soli 3.928 abitanti. E’ evidente dunque che, se le cose dovessero continuare così, per completare il P.R.G. appena adottato occorreranno secoli! Del resto dalla stessa Relazione Tecnica emerge che “il vecchio p.r.g.”, che risale agli anni 80, non si è mai attuato completamente, giacché  rimanevano da realizzare insediamenti per altri 1.204 abitanti.

Allora, cui prodest questo mega dimensionamento del P.R.G.?

Tutte le ragioni che, secondo la Relazione Tecnica, dovrebbero essere alla base della esplosione demografica nel Comune di Petacciato sembrano alquanto discutibili.

In primo luogo, nella Relazione si sostiene che “la futura creazione di importanti e sostanziali interventi di tipo turistico … impone l’esigenza di commisurare le previsioni di dimensionamento globale del Piano”. L’affermazione, seppur comprensibile, non sembra tale da giustificare di per sé un dimensionamento di 9.100 abitanti. Basta guardare al vicino Comune di Campomarino per capire come allo sviluppo turistico non si accompagni necessariamente un boom di popolazione residente. Il Comune di Campomarino, invero, pur arrivando a contare sino a 60.000 presenze nel periodo estivo, ha in realtà visto uno sviluppo della popolazione residente piuttosto contenuto. Stando alle fonti Istat, in ben trent’anni (dal 1981 al 2011) la popolazione residente è aumentata di soli 1.500 abitanti (da 5482 a 7068).

Nella Relazione Tecnica, poi, si fa riferimento alle aree industriali di Termoli, San Salvo e Vasto, le quali con la loro “continua espansione”, potrebbero fungere da volano per l’edilizia abitativa nel Comune di Petacciato. La motivazione poteva, forse, essere credibile nel 1994, quando il Progettista ricevette l’incarico di redigere il P.R.G.. Purtroppo, oggi, la situazione è ben diversa. Con una crisi che sta falcidiando tutte le menzionate aree industriali, inclusa la piccola zona P.I.P. di Petacciato, “la continua espansione” di cui si parla nella Relazione Tecnica ha solo il sapore di un’amara  ironia. Viene un dubbio: non è che il P.R.G. è stato concepito venti anni fa ed è rimasto cristallizzato al secolo scorso? Medio tempore l’economia e la società sono cambiate, ma l’Amministrazione e il progettista non se ne sono accorti!

Nella Relazione Tecnica si prende anche ad esempio il Comune di San Giacomo, il quale proprio grazie alle infrastrutture ed attività industriali presenti a Termoli “ha visto raddoppiare la popolazione effettivamente residente nel corso degli ultimi dieci anni”. La Relazione Tecnica non riporta le fonti a suffragio di questa generica affermazione. In realtà, basta consultare i censimenti della popolazione effettuati nell’ultimo decennio (2001 e 2011) per evincere che non c’e’ stato alcun incremento di popolazione residente come quello indicato nella Relazione Tecnica.

Quale ultimo eventuale fattore di crescita della popolazione, secondo la Relazione, ci sarebbe anche un “possibile aumento dell’immigrazione”. Al riguardo, non si capisce sulla base di quali fonti sia stata fatta questa considerazione. In ogni caso, e ognuno lo può constatare da sé nella propria vita quotidiana, non ci sembra che in Molise il fenomeno immigratorio sia tanto rilevante. Sicuramente è un fattore in crescita ma in misura molto meno evidente e importante che in altre Regioni d’Italia. Probabilmente, più consistente resta ancora il fenomeno contrario dell’emigrazione!

Ridimensionare la portata della variante al PRG, secondo noi, significa raggiungere due obiettivi: ridurre il consumo di suolo e andare incontro alle esigenze dei cittadini, che non hanno bisogno di centri abitativi più grandi ma più vivibili!

Non sarebbe più semplice contenere il PRG entro limiti più accettabili quali quelli della immediata periferia del paese e della immediata periferia dell’abitato a Petacciato Scalo?

Ci chiediamo quali vantaggi sociali, urbanistici ed economici potrebbero derivare a Petacciato ed ai petacciatesi da nuovi insediamenti realizzati a qualche chilometro dal centro abitato. Pensiamo alle attività commerciali presenti in paese, già fortemente penalizzate dalla presenza di numerosi centri commerciali nelle immediate vicinanze: basti pensare a quelli di Termoli, Montenero di Bisaccia, San Salvo e Vasto. Sappiamo bene che molto spesso quando si devono fare acquisti si preferisce spostarsi verso Vasto e o verso Termoli, che sicuramente offrono più possibilità di scelta e molto spesso anche prezzi più convenienti. Prevedere una zona di espansione lungo tutta la fascia costiera, che si estenda fino al confine con Montenero di Bisaccia  o prevedere una zona di nuova espansione sino al confine con Termoli, non farà altro che allontanare ancora di più l’interesse dalle attività commerciali presenti in paese per spostarlo verso quelle dei centri limitrofi.  Insomma, il progressivo decentramento dei luoghi di residenza comporterà un decentramento dei luoghi di aggregazione e di consumo, rischiando di indebolire la struttura sociale ed economica del paese.

Inoltre, l’espansione del paese verso la zona rurale con la sostituzione di edifici residenziali o turistici al posto di terreni agricoli  e aree verdi non farà altro che aumentare il rischio di alterare l’equilibrio idrogeologico del territorio. Il problema del dissesto idrogeologico è ormai diventato un’emergenza non solo per il Molise ma per l’Italia intera, da nord a sud. Invece di ridurre il più possibile l’occupazione del suolo e di limitarlo solo alle zone idrogeologicamente più sicure, il PRG prevede nuovi insediamenti abitativi a distanze siderali dal centro abitato, su terreni scoscesi nonché contigui al vasto movimento franoso che da sempre interessa Petacciato. Per noi tutto questo è, per usare un termine eufemistico, incomprensibile!

Da ultimo, siamo fortemente preoccupati per i costi che il Comune dovrà sostenere al fine di portare opere di urbanizzazione e servizi nei nuovi quartieri, che sorgeranno in aperta campagna e lontani dal centro abitato. Logica e buon senso vorrebbero che l’espansione urbanistica avvenisse partendo dall’attuale centro abitato e non, invece, creando dal nulla quartieri satellite privi di strutture, di servizi e di identità! Basti pensare al vicino quartiere “c.da della Torre”, a Termoli. Un quartiere senza servizi, con una viabilità precaria e con scarsa illuminazione. Chiedendo un ridimensionamento del PRG noi vorremmo evitare che questi grossolani errori di programmazione urbanistica si ripetano anche a Petacciato.

Alla luce di quanto sopra esposto, viste le deboli e poco convincenti motivazioni addotte dalla Relazione Tecnica, si chiede a codesto ente di ridimensionare il PRG, ciò al fine di:

  • evitare un inutile spreco del territorio, già peraltro poco esteso, del nostro Comune;
  • sottrarre aree all’agricoltura, la quale resta pur sempre un settore importante per Petacciato;
  •  non alterare irrimediabilmente il paesaggio;
  • non compromettere il precario equilibrio idrogeologico del territorio.