Nel Gruppo di azione locale “Trigno-Castellelce” nato per promuovere e sviluppare l’agricoltura c’è un’azienda che si chiama “Cuore verde”. Il rappresentante legale è Gabriele La Palombara, sindaco di Petacciato, che ha iscritto la coop di famiglia, peraltro con sede in una zona fuori dalla stessa area del Gal, mentre non si è preoccupato di coinvolgere le ditte del paese che amministra. «Spettava al Comune capofila, vale a dire Palata. Non c’è nessun conflitto di interessi – ribatte il primo cittadino -. Anzi, chiunque può entrare a farne parte».

Petacciato. Il 27 ottobre scorso, davanti al notaio Vincenzo Greco di Termoli, è stato costituito ufficialmente il gruppo di azione locale “Trigno-Castellelce”. Mette insieme 10 Comuni del Basso Molise, 12 aziende per lo più votate all’agricoltura, 8 associazioni locali e 18 privati cittadini. Uniti con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo dell’area con particolare attenzione all’aspetto rurale e a quello ambientale. Fin qui, nulla di strano. Ma tra i firmatari di quel documento c’è qualcuno che ha siglato l’intesa in doppia veste: è Gabriele La Palombara, sindaco di Petacciato e rappresentante legale dell’azienda “Cuore verde società cooperativa agricola” che ha sede a Guglionesi.

Per carità, niente di illegale. Tuttavia è strano rilevare come al sindaco di Petacciato non sia venuto il dubbio che trovarsi in doppia veste nel Gal possa palesare un piccolo grande conflitto di interessi. È vero che il consorzio presieduto dal sindaco di Palata, Michele Berchicci, non ha scopo di lucro. Ma è vero anche che gli obiettivi proposti vanno dal «sostegno e promozione allo sviluppo socio economico dell’area» al «sostenere e incentivare lo sviluppo rurale inteso nell’insieme di attività agricole, agrituristiche, artigianali, commerciali, culturali».

«Chiunque può fare richiesta ed entrare nel Gal» si affretta a specificare Gabriele La Palombara, bersaglio delle accuse da parte dell’opposizione politica di aver fatto gli interessi della sua coop a scapito delle aziende agricole del Comune che amministra. «E’ una polemica che non ha ragione di esistere – commenta al telefono – perché prima di tutto Cuore Verde è una coop e a beneficiare semmai sono i soci, non io, i quali possono essere coinvolti nella gestione del piano di sviluppo rurale. E poi perché io stesso l’ho saputo per caso. Il Comune di Petacciato è un semplice socio, non si è minimamente occupato di promuovere il Gal ma ha semplicemente aderito a un bando».

Va ricordato però che nello Statuto del Gal si legge a chiare lettere come fra gli obiettivi ci siano «realizzare e promuovere iniziative in qualunque settore, atte a valorizzare sotto ogni aspetto e in ogni forma opportuna le risorse locali, al fine di stimolare uno sviluppo durevole ed equilibrato del territorio Trigno-Castellelce».

I Gruppi di azione locale, sorta di fusione tra pubblico e privato, nascono con l’intento di sviluppare i Psl, cioè piani di sviluppo locale. A qualcuno potrà sembrare un doppione di altri enti già esistenti. Fra questi il consigliere di minoranza di Petacciato, Roberto Di Pardo, primo fra tutti a puntare il dito contro l’operato del sindaco. «Ho votato in senso contrario alla delibera di consiglio comunale per due motivi: il primo riguarda la scelta, non condivisa, fatta dalla Regione Molise che avrebbe potuto avvalersi degli enti esistenti come l’Arsarp invece di prevedere la creazione di altri organismi. Il secondo motivo è la mancanza di fiducia nella compartecipazione tra pubblico e privato, che nel passato ha prodotto risultati deludenti, perché il primo nelle sue azioni è mosso da logiche clientelari, mentre il secondo tende al profitto e al risultato».

Ma sta di fatto che 10 Comuni hanno deciso di aderire al “Trigno-Castellelce”. Oltre a Petacciato ci sono Montenero di Bisaccia, Palata, Acquaviva Collecroce, Mafalda, Tavenna, Montemitro, Montecilfone, Montefalcone nel Sannio e San Felice del Molise. Tutti i Comuni hanno deliberato l’adesione e versato alle casse del neonato consorzio 450 euro. Le aziende, le associazioni e i privati invece 150 euro ciascuno. Il capitale sociale è stato fissato in 10mila euro.

Petacciato era stato invitato pure da Larino, ente promotore dell’altro Gal che coinvolge le amministrazioni e i privati sull’altro versante. «Non so, noi abbiamo aderito a questo, promosso da Palata tramite Luigi Berchicci. Il Comune di Palata si è occupato di fare promozione, marketing e coinvolgere i soggetti. Petacciato non ha fatto proprio nulla».

Ma ai Comuni, prima di firmare l’atto dal notaio, era stato chiesto di pubblicizzare il più possibile, magari con eventi o semplici comunicazioni pubbliche e private, l’esistenza di questo progetto, così da favorire un’adesione il più ampia possibile.
«Prima di discuterla in consiglio ho chiesto ad alcuni cittadini che lavorano nel campo agricolo sul territorio.

Nessuno ne era a conoscenza. Confidavo che alla delibera venisse dato massimo risalto e invece non è stato così» afferma Roberto Di Pardo. E anche adesso, pochi mesi dopo la nascita del “Trigno-Castellelce”, imprese agricole, coltivatori diretti, agriturismi, associazioni del territorio, interrogate anche solo sulla conoscenza del Gal, cadono dalle nuvole. «Io non ne sapevo niente» è la risposta comune. Quasi nessuno afferma di aver avuto anche solo un singolo accenno di ciò a cui avrebbe potuto aderire. Con sede a Petacciato, dagli atti del notaio, risulta esserci una sola impresa petacciatese, la società cooperativa biodinamica Di Vaira.

Il sindaco ha invece deciso di far aderire la propria azienda “Cuore verde” specializzata nel commercio di seminativi e cereali e che per altro ha sede fuori dal perimetro disegnato dai dieci paesi aderenti: a Guglionesi. In pratica ha iscritto la propria impresa agricola guglionesana a un gruppo di azione locale nel quale Guglionesi non c’è (fa parte del Gal di Larino), mentre le società del paese da lui amministrato restano fuori dal progetto. Resta da chiedersi se il sindaco abbia fatto l’interesse generale del suo Comune e delle aziende che ricadono nel territorio o quello personale di rappresentante della sua azienda agricola? Domanda che vale anche per il prossimo futuro, sebbene il mandato elettorale sia ormai agli sgoccioli.

Per Gabriele La Palombara nessun conflitto di interesse. «Ma scherziamo? Sono pronto a presentare i referenti del Gal, uno a uno, a tutti quelli che vogliono entrare. Più numeri ha un Gal, che è un braccio operativo della regione in questo caso con vocazione all’agricoltura, meglio è. Nessun interesse a escludere nessuno. Il contrario. E poi la Di Vaira è entrata».

[ via Primonumero.it ]