di Alessandro Corroppoli

«Il consorzio industriale di Termoli non ha debiti , anzi è l’unico ente ad avere un’efficienza di cassa»: così il Sindaco di Portocannone, nonché attuale Presidente del Cosib, Luigi Mascio durante l’ultimo Consiglio comunale della piccola comunità arbereshe di mercoledì 30 gennaio 2013. Parole che purtroppo non hanno avuto un seguito fortunato per le aziende, dato che proprio nel Cosib Valle del Biferno hanno chiuso i battenti un numero impressionante di aziende: la Prefim, la Cisam, la Smit Molise, la Geo impianti, la Metalvuoto, la Cmm e l’ex Purina, mentre la Guala e la Campari hanno spostato sempre al nord tutte o alcune linee di produzione.

I vertici consortili però, al momento sembrano avere altra priorità rispetto a quella di dover trovare una soluzione per fermare l’emorragia di posti di lavoro. Il loro status è difatti fortemente messo in pericolo dalla tanto annunciata riforma dei nuclei industriale, ma la “grana” al momento è rappresentata dalla sostituzione di uno degli uomini chiave della squadra, il sindaco di San Martino in Pensilis Vittorino Facciolla.
L’avvocato sanmartinese, dopo la splendida performance elettorale, certamente sarà uno dei quattro moschettieri della nuova Giunta regionale targata Paolo Frattura. A riguardo dubbi non ce ne sono, e di conseguenza si pone il problema del suo rimpiazzo al Cosib. Il neo eletto consigliere regionale poco meno di un anno fa – erano gli inizi di agosto del 2012 – fu nominato nel ruolo “tecnico” di maggiore spicco del Consorzio industriale grazie a un “contratto a progetto” che lo metteva al riparo dall’incompatibilità con la sua professione di avvocato. Vittorino Facciolla per quasi un anno ha svolto le mansioni di responsabile tecnico del Cosib ovviando al conflitto rispetto alla professione legale con un contratto a tempo della durata di tre anni. 
Raggiunto telefonicamente il consigliere regionale di Unione del Molise in odore di assessorato (alle Attività Produttive e all’Agricoltura, pare) fa sapere che: «a breve mi dimetterò dall’incarico al Cosib. Mansione inoltre dalla quale mi sono già sospeso per via della candidatura alle scorse consultazioni regionali».
Venendo a mancare uno degli uomini più importanti, forse il più importante, in quel gruppo di amministratori locali ribattezzato il “partito del Cosib”, si pone il problema inevitabile della sua sostituzione per Luigi Mascio, sindaco di Portocannone e presidente del Cosib eletto dopo e rieletto dopo alterne peripezie e battaglie giudiziarie, Leo Antonacci, sindaco decaduto di Guglionesi in seguito alle dimissioni di massa dei consiglieri e nuovo presidente di Net Energy e Gianfranco Cammilleri, primo cittadino di Campomarino e presidente dell’Unione Comuni del Basso Biferno.
Trovare il sostituto di Vittorio Facciolla diventa impresa difficile non tanto nel nome quanto nell’inserimento dello stesso nell’organigramma del Cosib. Sì, perché il candidato ci sarebbe già e sarebbe in pole position per l’incarico, mentre la sua esatta posizione in pianta organica è una operazione più complessa da gestire. Di chi si tratta? Di Giuseppe La Palombara, figlio del sindaco di Petacciato Gabriele La Palombara, avvocato. L’urgenza temporale nasce dal fatto che Facciolla non può essere sostituito tout court, ossia nel ruolo e nel contratto, perché se da un lato la sostituzione nominale numerica è più che plausibile, per quella contrattuale le difficoltà non solo sono oggettive ma anche soggettive. Il contratto che lega il sindaco di San Martino all’ente consortile sino al 2015 gli era stato cucito su misura, anche per evitare qualsiasi grana giudiziaria. E’ un contratto a “prova di bomba” se applicato a Facciolla, ma è inutilizzabile per qualsiasi altro professionista. La conseguenza: serve un nuovo contratto con una nuova mansione e probabilmente anche una rotazione degli attuali incarichi minori.
Il tutto deve essere fatto in tempi brevi, in maniera da trovarsi preparati e tutelati contrattualmente nel momento in cui verrà messa in atto la riforma dei Consorzi Industriali. Riforma dalla cui attuazione pratica il neo Governatore Paolo Frattura, che l’ha caldeggiata in due diverse campagne elettorali a distanza di un anno e mezzo, non vuole e non può esimersi. E’ una riforma, quella dei Nuclei Industriali molisani,che ha visto la luce lo scorso 5 novembre, quando la Giunta regionale, con la sola assenza dell’allora assessore alla sanità Filoteo Di Sandro, approva all’unanimità la delibera n. 707 che sancisce la nascita del nuovo Consorzio per lo sviluppo produttivo del Molise. Un ente unico, il cui acronimo è CO.SVI.MO, la cui sede legale è a Termoli e con tre sedi operative: Termoli, Venafro e Bojano. Il documento istruttorio che accompagna la delibera di Giunta regionale è la versione aggiornata della bozza scritta e presentata daGianfranco Vitagliano (ex assessore regionale alla Programmazione). Bozza che andava a migliorare lo stato in essere dei Nuclei industriali sia sotto il punto di vista gestionale (costi) che strategico (investimenti e coinvolgimento territoriale). Un taglio netto all’attuale carrozzone formato da 3 Consorzi (nuclei industriali) ridotti a un solo Consorzio centrale che organizza il lavoro e vigila sulle 3 agenzie territoriali che andrebbero ad essere solo operative e non politiche; ridimensionamento del personale; meritocrazia nella scelta dei dirigenti. In particolare quella relativa alla selezione del Presidente che nella nuova formula sarebbe nominato direttamente dal Governatore regionale dopo aver valutato curricula che mettano in evidenza e certifichino “l’esperienza gestionale ed organizzativa di imprese”. Un cambio in qualità e di qualità, che potrebbe aprire a scelte radicalmente diverse di uomini e mansioni se si tiene conto, per esempio, che l’attuale Presidente del Cosib di Termoli, Luigi Mascio, è un sindaco senza nessuna esperienza nel settore del marketing industriale. Ma anche riduzione e ottimizzazione dei costi. Al Presidente del Consorzio spetterebbe un compenso annuo pari al 30 per cento della retribuzione percepita dai dirigenti generali dei dipartimenti regionali. Un taglio vistoso, rispetto alla formula attuale: il 70 per cento in meno. Ai componenti del Collegio dei Revisori dei Conti 6mila euro lordi, omnicomprensivi. Ai componenti del Consiglio di Amministrazione ed ai componenti dell’Assemblea e ai componenti del Collegio dei Revisori dei Conti un gettone di presenza di 100 euro lordi. Attualmente il gettone di presenza al Cosib è di 400 euro netti. 

Il nuovo governatore regionale, Paolo di Laura Frattura, assieme alla sua maggioranza riuscirà a dare seguito a uno dei suoi cavalli di battaglia della campagna elettorale e al tempo stesso uno dei pochi buoni propositi della vecchia gestione Iorio? Oppure dovrà rendere conto ai suoi grandi elettori locali?

[Via Primonumero.it]