PETACCIATO. L’Associazione bocciofila, probabilmente una delle associazioni più vive nel nostro paese, deve smontare le tende, a comunicarlo è una lettera del comune. L’attuale sede dell’Associazione è un prefabbricato donato alla stessa dal defunto Don Enea Spinosa, il quale fu parroco del Sacro Cuore per più di un decennio. Il suolo sul quale, però, è collocata la sede è suolo pubblico; ed ora il comune ne rivendica la proprietà e non per trasformarlo in qualcosa di utile, ma semplicemente perché il prefabbricato è antiestetico.

Se il prefabbricato è antiestetico, antiestetici sono i cestini stracolmi in piazza Sacro cuore; antiestetici sono i gusci delle telline, le scatole dei farmaci e rifiuti d’ogni genere; antiestetica è l’erba che cresce indisturbata che cresce tra le mattonelle, antiestetica e pericolosa è la pavimentazione rialzata dalle palme, antiestetica è l’assoluta dimenticanza nella quale vive Petacciato Scalo. Che poi: antiestetico per chi? Per i pensionati che ogni pomeriggio, d’estate e d’inverno, sanno dove andare per fare due chiacchiere, per una birra ed una partita a carte? Per i residenti e non che partecipano alle molteplici gite organizzate dall’associazione? Per tutti i commensali che si riuniscono intorno ai tavoli dell’associazione per mangiare, ballare e cantare?

La rabbia, la delusione, l’incredulità. Per una questione d’esteticità si rischia di far chiudere baracca e barracchini ad un’associazione che opera da 9 anni a Petacciato Scalo. “Tra aprile e maggio di quest’anno” racconta uno dei soci ” il comune c’ha dato dei fondi. Il campo aveva bisogno di una risistemata: i muretti laterali cedevano ed erano troppo bassi, la rete che delimitava la circonferenza del campo doveva essere sostituita, il piano da gioco migliorato. Insomma di lavori ce n’erano. Così abbiamo unito ai soldi che il comune c’ha dato i nostri fondi e abbiamo ristrutturato il campo. Ma a cosa serve averlo ristrutturato a questo punto? Soldi e tempo sprecato. ” . Qualcun’altro sentenzia ” I soldi erano solo il contentino per le votazioni imminenti”. Inoltre il comune , prima dell’invio della lettera di sfratto, ha più volte promesso a presidente e soci dell’Associazione che ci sarebbe stato un incontro per poter raggiungere un compromesso. Inutile precisare che di quest’incontro non se n’è fatto più niente. Ammesso e non concesso che il prefabbricato sia così terrificante, il comune non poteva dare un edificio alternativo all’Associazione per evitare che questa cessi la sua attività? Il dubbio c’è ed è lecito averlo: non è che tutto questo sia stato fatto per secondi fini? Magari sotto pressione di qualcuno di esterno ed estraneo all’attività dell’Associazione?

Le motivazioni delle manovre del comune sono sconosciute, quel che invece è certo è che la non esteticità è un motivo troppo povero per “sradicare” l’associazione, che potrebbe così venire meno. Significherebbe dire ai nonnini di rimanere a casa, significherebbe abbandonare Petacciato Scalo, significherebbe spegnere ogni sorriso, ogni divertimento, ogni manifestazione e sicuramente questo non rende più bello il nostro posto.