14339365_10210175876256347_2131048751_oLa frana del 18 Marzo 2015 ha portato forti conseguenze al territorio petacciatese; per la prima volta si sono verificati una serie di danni ben visibili ad abitazioni. Lo stesso Municipio di Petacciato ha riportato danni di rilevante importanza, tant’è che presto la casa comunale sarà trasferita in quella che, fino allo scorso giugno, era la Scuola elementare.

Ma il cambiamento sicuramente più consistente e quello che avverrà a “le case vacchje”: ben 13 case verranno abbattute, lasciando il posto ad una piazza. L’abbattimento ha avuto inizio già da un paio di giorni; il mare, per anni nascosto, dalle mura delle vecchie abitazioni, improvvisamente viene fuori e la visuale è davvero mozzafiato. Ciò nonostante il bel vedere non è riuscito a convincere molti dei Petacciatesi, che devono rinunciare alla vista di mura storiche della città, e soprattutto molti dei proprietari del bene.

In realtà la situazione è molto semplice: che piaccia o no, quelle case erano pericolose e lo erano da più di 50 anni. La frana di Petacciato, che batte con particolare insistenza in quella zona, non può essere sottovalutata, non DEVE essere sottovalutata. Quelle case che oggi vediamo ridotte in un ammasso di macerie da una scavatrice, con ogni possibilità avrebbero fatto la stessa fine fra uno, due, dieci, cento per mano della frana. Ed allora non avremmo parlato più di un intervento drastico, ma di una tragedia con chissà quali conseguenze. E poichè la Natura non può in nessun modo essere controllata, a noi resta solo il dovere di anticiparla, quando ce ne da la possibilità.

Indigniamoci, se proprio vogliamo, sulle cose sulle quali vale la pena farlo. Indigniamoci perché su un intervento di questo genere sono stati spesi cosi tanti soldi solo per gli incarichi ai tecnici. La consigliera di minoranza, Luisa Caruso, nel suo profilo Facebook nel commentare la polemica dell’arch. Domenico Staniscia, nonché fratello dell’Assessore Antonio Staniscia, “che piange sul latte versato”, afferma che: “l’ amministrazione ha foraggiato i soliti tecnici ben noti, ai quali per l’abbattimento di quelle case sono andate cifre per me da capogiro..1) primo incarico a ing.Nicolò Pantalone per euro 86.207,96, da questi rifiutato per “oscuri” motivi; 2) successivo incarico a ing. Silvano Sgariglia per euro 36.600; 3) incarico a ing.Pantalone, ing.Sciarretta, geologi Plescia e Sabatino per euro 5.000 per “redazione testimoniale del quadro fessurativo degli immobili adiacenti a quelli da demolire”; 4) incarico a ing.Pantalone e ing.Sciarretta per euro 38.423,24 per direzione lavori e coordinamento sicurezza in questa fase…” . La somma del costo di questi “preziosissimi” tecnici la lasciamo fare a voi; noi ci teniamo a precisare che il 10% del finanziamento da 800.000 euro ottenuto dal Comune e’ stato praticamente utilizzato per pagare i tecnici. Non proprio due spiccioli, diciamo.

Oltre che delle storia del nostro paese, che – per carità – e’ importantissima, preoccupiamoci anche di quello che sarà del nostro paese: preoccupiamoci che le nostre risorse economiche siano, in primis, ricchezza per il nostro territorio e non per i tecnici. E’ carino che i nostri amministratori ci ricordino continuamente dei 46 milioni destinati a Petacciato; noi ricordiamo a loro, a chiunque si occupera della gestioni di questi fondi, di impiegarli con coscienza e intelligenza. Non possiamo essere solo il paese che frana, facciamo in modo d’essere anche un paese che “rinasce”.